Il Gruppo Vocale Jubilus durante un concerto

Brani in repertorio di Lodovico Grossi da Viadana

Brani, vita e opere di Lodovico Grossi da Viadana

Biografia di Lodovico Grossi da Viadana

Lodovico Grossi da Viadana

Vita

Lodovico Grossi da Viadana, nato presumibilmente nel 1560 a Viadana (Mantova), è stato uno dei compositori più innovativi e influenti del suo tempo, noto soprattutto per aver rivoluzionato la prassi esecutiva della musica sacra. Membro dell'ordine dei frati minori osservanti, assunse il nome della sua città natale come era d'uso tra i religiosi. La sua formazione musicale si compì probabilmente a Mantova sotto la guida di Costanzo Porta, ma fu la sua attività a Venezia e Roma a permettergli di maturare quelle intuizioni stilistiche che avrebbero segnato il confine tra la polifonia classica e il nuovo stile barocco.

La sua carriera fu itinerante e ricca di incarichi di prestigio: fu maestro di cappella nel duomo di Mantova, a San Luca a Venezia e successivamente a Fano e Piacenza. Viadana visse in un'epoca di profondo rinnovamento, in cui la Chiesa cercava forme musicali più dirette e comunicative. Egli seppe rispondere a questa esigenza non abbandonando la tradizione, ma semplificandola e rendendola accessibile anche alle cappelle musicali con poche risorse, guadagnandosi una fama immensa che si diffuse rapidamente in tutta l'area germanica, influenzando compositori del calibro di Michael Praetorius e Heinrich Schütz.

Nonostante il successo delle sue pubblicazioni, che lo resero uno degli autori più stampati del primo Seicento, Viadana mantenne sempre la sua umiltà di religioso, dedicandosi alla cura delle anime e alla direzione corale con spirito di servizio. Gli ultimi anni della sua vita lo videro ritirarsi nel convento di Santa Maria delle Grazie a Gualtieri, dove continuò a comporre fino alla fine. Lodovico Grossi da Viadana morì il 2 maggio 1627 a Gualtieri (Reggio Emilia), lasciando in eredità un linguaggio musicale che aveva aperto le porte alla modernità armonica.


Opere e composizioni

L'opera che ha consegnato Viadana alla storia della musica è senza dubbio la raccolta dei Cento concerti ecclesiastici (1602). In questo lavoro, egli introdusse per la prima volta in ambito sacro l'uso sistematico del "basso continuo" (o basso seguente), una tecnica che permetteva a una o più voci di essere sostenute dall'organo senza la necessità di un'intera compagine polifonica. Questa innovazione non fu solo tecnica, ma estetica: permetteva una maggiore libertà espressiva al solista e rendeva la musica sacra più flessibile, dando inizio a quello che oggi definiamo lo stile concertato barocco.

Oltre ai celebri concerti ecclesiastici, la produzione di Viadana comprende messe, salmi, lamentazioni e magnatificat che mostrano una padronanza assoluta sia dello stile antico "a cappella" sia delle nuove forme strumentali. Le sue Sinfonie musicali a otto voci sono un raro esempio di musica strumentale pura dell'epoca, caratterizzate da una brillantezza sonora e da un vigore ritmico che anticipano la struttura del concerto grosso. La sua musica è sempre permeata da una grande chiarezza melodica, pensata per esaltare la devozione dei fedeli attraverso una nobile semplicità.

L'eredità di Viadana risiede nell'aver reso "pratica" la rivoluzione barocca. Se la Camerata de' Bardi operava una rivoluzione intellettuale a Firenze, Viadana operava una rivoluzione funzionale nelle chiese, fornendo ai musicisti gli strumenti concreti per far dialogare le voci con gli strumenti. Oggi la sua figura è oggetto di una significativa riscoperta, poiché nelle sue partiture si legge chiaramente il DNA della musica occidentale: l'equilibrio tra la melodia solistica e l'armonia d'accompagnamento, un principio che avrebbe dominato la scena musicale per i tre secoli successivi.

Repertorio del Gruppo Vocale Jubilus per Lodovico Grossi da Viadana

Exultate Justi

Testo del brano
Exsultate justi in Domino,
rectos decet collaudatio.
Confitemini Domino, in cithara
in psalterio
decem chordarum,
Psallite illi,
cantate ei
canticum novum:
bene psallite ei,
in vociferatione,
Exsultate justi in Domino:
rectos decet collaudatio
La nostra esecuzione
Anteprima Exultate Justi
<