Il Gruppo Vocale Jubilus durante un concerto

Brani in repertorio di David Maria Turoldo

Brani, vita e opere di David Maria Turoldo

Biografia di David Maria Turoldo

David Maria Turoldo

Vita

David Maria Turoldo, al secolo Giuseppe, è stato una delle voci più potenti e profetiche della cultura cattolica italiana del Novecento. Nato il 22 novembre 1916 a Coderno di Sedegliano, nel Friuli, in una famiglia di umili origini, entrò giovanissimo nell'Ordine dei Servi di Maria. La sua vita fu un instancabile intreccio di impegno civile, spiritualità radicale e altissima poesia. Durante la Resistenza a Milano, dalle corsie del convento di San Carlo, fu una figura di riferimento per la lotta di liberazione, collaborando alla stampa clandestina e incarnando un cattolicesimo aperto, inquieto e profondamente calato nelle sofferenze degli ultimi.

Figura carismatica e spesso scomoda per le gerarchie del tempo, Turoldo fu un instancabile viaggiatore dello spirito. La sua predicazione e i suoi scritti miravano a una Chiesa che fosse "casa di vetro", trasparente e fedele al Vangelo delle origini. Fondamentale fu il suo contributo al rinnovamento liturgico seguito al Concilio Vaticano II: egli comprese prima di altri che la nuova liturgia in lingua volgare necessitava di testi di alta dignità poetica, capaci di parlare all'uomo contemporaneo senza perdere il senso del sacro. Fondatore della comunità di Sotto il Monte, divenne un punto di riferimento per intellettuali e semplici fedeli, unendo la mistica del silenzio al grido della giustizia sociale.

Padre David Maria Turoldo si spense a Milano il 6 febbraio 1992. La sua eredità è quella di un "uomo del confine", capace di dialogare con i credenti e con i lontani attraverso la forza universale della parola. Il Cardinal Martini, nel consegnargli il premio "Giuseppe Lazzati" poco prima della morte, lo definì "coscienza inquieta della Chiesa". Oggi è ricordato come un maestro che ha saputo ridare fiato alla preghiera, trasformando il dubbio in ricerca e la poesia in una liturgia vivente che continua a sfidare e consolare il cuore dell'uomo.


Opere e testi per la musica

Il contributo di Turoldo alla musica sacra è immenso e risiede principalmente nella sua straordinaria produzione di testi per inni, salmi e canti liturgici. La sua opera monumentale, la traduzione poetica dei Salmi, realizzata in collaborazione con il biblista Gianfranco Ravasi, ha fornito ai compositori contemporanei un materiale letterario di ineguagliabile vigore e profondità. I suoi testi hanno rotto con lo stile devozionale stucchevole del passato, introducendo immagini bibliche scarne, forti e profondamente teologiche, capaci di restituire alla preghiera cantata la sua dimensione di profezia e di annuncio.

Moltissimi compositori hanno attinto alla sua vena poetica per creare nuovi repertori corali. Tra le collaborazioni più celebri spicca quella con Bepi De Marzi (autore di Signore delle cime), con cui ha dato vita a canti entrati stabilmente nel cuore delle assemblee italiane. I suoi inni sono caratterizzati da un ritmo interno che sembra già musica: parole che invocano la pace, la carità e il ritorno all'essenziale. Non si può comprendere la coralità liturgica italiana post-conciliare senza fare riferimento alla sua "parola", che ha saputo farsi canto per dare voce alle speranze e alle angosce dell'umanità.

L'eredità di Padre Turoldo risiede nell'aver nobilitato il canto dell'assemblea e del coro, restituendo alla musica sacra il suo ruolo di "esegesi cantata". Per i cori che oggi eseguono brani su suoi testi, la sfida è quella di rendere giustizia alla densità di ogni parola, ricercando un'espressività che sia al contempo sobria e ardente. Ricordare oggi David Maria Turoldo significa onorare un poeta che ha messo la sua arte al servizio della Parola eterna, lasciando in dono testi che, come pietre vive, continuano a edificare la liturgia e a ispirare i musicisti nella ricerca della Bellezza suprema.

Repertorio del Gruppo Vocale Jubilus per David Maria Turoldo

Mentre il Silenzio

Testo del brano
Mentre il Silenzio fasciava la terra
e la notte era a metà del suo corso
tu sei disceso o Verbo di Dio in solitudine
e più alto silenzio.

Fin dal principio, da sempre tu sei,
o Verbo creatore e che contiene ogni cosa
Verbo sostanza di tutto il creato,
segreto di ogni parola.

La creazione ti grida in silenzio,
la profezia da sempre ti annuncia;
ma il mistero ha ora una voce,
al tuo vagito il silenzio è profondo!
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