Confirma hoc Deus;
Testo del brano
Confirma hoc Deus,
confirma hoc Deus,
quod operatus est in nobis
a Templo sancto tuo,
quod est in Jerusalem,
in Jerusalem.
Brani, vita e opere di Antonio Salieri
Antonio Salieri è stato una delle personalità musicali più potenti e rispettate della Vienna imperiale. Nato il 18 agosto 1750 a Legnago, si trasferì giovanissimo nella capitale austriaca sotto la protezione di Florian Leopold Gassmann, che lo introdusse alla corte di Giuseppe II. La sua ascesa fu rapidissima: nel 1774 divenne compositore di corte e nel 1788 fu nominato Maestro di Cappella imperiale, carica che mantenne per ben 36 anni. Salieri fu l'erede spirituale di Gluck e il custode della tradizione operistica italiana a Vienna, godendo di un prestigio tale da essere considerato l'arbitro del gusto musicale europeo del suo tempo.
Oltre alla sua fortunata carriera di compositore, Salieri fu un pedagogo di eccezionale generosità e lungimiranza. Nella sua scuola si formarono i più grandi geni delle generazioni successive, tra cui Beethoven, Schubert, Czerny, Hummel e persino il giovane Liszt. Spesso impartiva lezioni gratuitamente ai talenti meno abbienti, dimostrando una nobiltà d'animo che contrasta nettamente con la leggenda ottocentesca — priva di fondamento storico — che lo voleva acerrimo e invidioso nemico di Mozart. Al contrario, Salieri fu un fervente sostenitore della vita musicale viennese, promuovendo concerti benefici e ricoprendo ruoli di primo piano nelle istituzioni musicali più prestigiose della città.
Antonio Salieri si spense il 7 maggio 1825 a Vienna. Nonostante l'oblio che avvolse le sue opere nel corso del XIX secolo, la critica moderna ha restituito la giusta luce a un artista che seppe dominare la scena internazionale con intelligenza e mestiere sopraffino. Oggi è ricordato non solo come un grande operista, ma come un pilastro della cultura europea, un uomo che ha dedicato la vita all'eccellenza musicale e alla formazione di coloro che avrebbero poi cambiato la storia della musica occidentale.
La produzione di Salieri è monumentale e riflette la sua posizione di vertice nella gerarchia musicale viennese. Sebbene sia celebre soprattutto per le sue opere teatrali — come Axur, Re d'Ormus, Tarare e Falstaff — che mostrano una straordinaria abilità nel disegno dei personaggi e un'orchestrazione brillante, la sua produzione sacra rappresenta un vertice di eleganza e devozione. Salieri compose numerose messe, salmi e l'imponente Requiem in Do minore (scritto nel 1804 per il proprio funerale), un'opera di austera bellezza e profondo raccoglimento che evita gli eccessi drammatici per puntare a una spiritualità pura e solenne.
La sua scrittura corale è caratterizzata da una limpida chiarezza e da una sapienza contrappuntistica che guarda alla lezione dei grandi maestri del passato, ma con una sensibilità già proiettata verso il primo Romanticismo. Salieri sapeva trattare le voci con estrema naturalezza, derivante dalla sua profonda conoscenza della scuola di canto italiana. Nelle sue composizioni sacre, l'equilibrio tra orchestra e coro è sempre perfetto, volto a sottolineare la sacralità del testo con un nobile decoro che ben si addiceva alle solenni celebrazioni della corte imperiale degli Asburgo.
L'eredità di Antonio Salieri risiede nella sua capacità di aver sintetizzato il meglio della tradizione italiana con il rigore formale tedesco. Per i cori e gli ensemble moderni, riscoprire Salieri significa confrontarsi con una musica di altissima fattura, dove il gusto per la melodia si sposa con una struttura architettonica impeccabile. Ricordare oggi Antonio Salieri significa rendere giustizia a un maestro universale, le cui opere tornano finalmente a risuonare con la dignità e lo splendore che meritano, testimoniando un'epoca di ineguagliabile fervore artistico.