Il Gruppo Vocale Jubilus durante un concerto

Brani in repertorio di Agostino Dodero

Brani, vita e opere di Agostino Dodero

Biografia di Agostino Dodero

Agostino Dodero

Vita

Agostino Dodero è stato uno dei protagonisti più raffinati della vita musicale genovese e ligure del secondo Novecento. Nato il 12 agosto 1935 a Genova, ha dedicato l'intera esistenza alla ricerca della bellezza attraverso il canto corale e l'insegnamento. Diplomato in composizione, musica corale e direzione di coro, ha saputo coniugare una solida formazione accademica con un amore viscerale per le tradizioni della sua città. La sua figura è indissolubilmente legata alla direzione di storiche formazioni corali, con le quali ha svolto un'opera instancabile di divulgazione del repertorio polifonico, portando la coralità ligure a livelli di eccellenza riconosciuti in ambito nazionale.

Oltre all'attività artistica, Dodero è stato un docente stimato presso il Conservatorio "Niccolò Paganini" di Genova, dove ha formato generazioni di musicisti e direttori di coro, trasmettendo loro non solo la tecnica, ma anche l'etica del far musica insieme. La sua sensibilità lo ha portato a esplorare il patrimonio del canto popolare ligure, che egli non considerava un reperto del passato, ma una materia viva da nobilitare attraverso armonizzazioni colte e rispettose. Il suo impegno nel mondo della scuola e dell'associazionismo corale ha lasciato un segno profondo, contribuendo in modo determinante alla crescita culturale e sociale della comunità musicale genovese.

Dotato di un'umanità fuori dal comune e di una cultura vasta che spaziava dalla letteratura alla teologia, Dodero ha vissuto la musica come un servizio rivolto alla trascendenza e alla fratellanza. La sua scomparsa, avvenuta il 31 dicembre 2004 a Genova, ha lasciato un vuoto incolmabile, ma il suo insegnamento continua a vivere attraverso le numerose formazioni che ancora oggi eseguono le sue partiture. Agostino Dodero resta un esempio luminoso di come la musica possa essere, al tempo stesso, rigore intellettuale e profonda emozione popolare.


Opere e composizioni

La produzione compositiva di Agostino Dodero si distingue per un'eleganza di tratto e una trasparenza armonica che riflettono la sua personalità mite e profonda. Le sue armonizzazioni di canti popolari liguri e natalizi sono considerate dei modelli di stile: in esse, la melodia originale viene avvolta da una trama polifonica mai invasiva, capace di esaltare la malinconia e la solarità tipiche della terra di Liguria. Ogni sua elaborazione è frutto di uno studio attento del testo e della vocalità, ricercando sempre un equilibrio perfetto tra le diverse sezioni del coro.

Nel campo della musica sacra, Dodero ha lasciato pagine di intensa spiritualità. Le sue composizioni liturgiche, i mottetti e le messe si rifanno alla grande tradizione della polifonia classica romana, mediata però da una sensibilità moderna che predilige linee melodiche dolci e rassicuranti. La sua musica non cerca lo sfarzo o l'effetto plateale, ma punta alla contemplazione e alla partecipazione interiore. Particolarmente apprezzate sono le sue rielaborazioni di antiche melodie sacre genovesi, che egli ha saputo restituire alla liturgia contemporanea con un vestito armonico di rara raffinatezza.

L'eredità di Dodero risiede nell'aver nobilitato il repertorio corale locale, inserendolo in un orizzonte artistico più ampio. Le sue opere sono oggi parte integrante del patrimonio corale italiano e continuano a essere studiate per la loro perfezione formale e la loro efficacia comunicativa. Ricordare oggi Agostino Dodero significa onorare un maestro che ha saputo cantare il mare, la fede e la vita con la stessa onestà intellettuale, lasciandoci in dono una musica che è, prima di tutto, un invito alla concordia e all'ascolto del cuore.

Repertorio del Gruppo Vocale Jubilus per Agostino Dodero

Ave Maria Zeneize

Testo del brano
Canpànn-a che séunni in mêzo a-o vèrde
co-a vôxe secolâre e tànto câa
in quésta pâxe l'ànima a se pèrde
e i tò reciòcchi invîtan a pregâ:

Àve Marîa a-o fâ da séia
quànde inte l'ónbra s’ascónde o mâ.
Àve Marîa co-o cheu sincêro
e 'n câo pensiêro pe chi é lontàn.

Àve Marîa pe chi va vîa
co-a nostalgîa do sò fogoâ.

Àve Marîa pe chi l'é in pénn-a,
pe chi à 'na spìnn-a ciantà'nto cheu.

II
E pàsan ôe, giórni, méixi e ànni!
Chi nàsce, crésce, invêgia e sconpariâ...
A vìtta a pàssa in mêzo a tànti afànni
ma, sénpre, a tò vôxe ghe restiâ:

Àve Marîa a-o fâ da séia
quànde inte l'ónbra s'ascónde o mâ.
Àve Marîa co-o cheu sincêro
e 'n câo pensiêro pe chi é lontàn.

Àve Marîa pe chi va vîa
co-a nostalgîa do sò fogoâ.

Àve Marîa pe chi l'é in pénn-a,
pe chi à 'na spìnn-a ciantà'nto cheu.

Finalino
O Stélla Mâris Àve Marîa...
avàrda sénpre chi l'é pe-o mâ!
La nostra esecuzione
Anteprima Ave Maria Zeneize
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