Vita
François Couperin, universalmente conosciuto come "Le Grand" (Il Grande) per distinguerlo dagli altri membri della sua talentuosa famiglia, è la figura che meglio incarna l'eleganza, la raffinatezza e la profondità spirituale del Barocco francese. Nato il 10 novembre 1668 a Parigi, crebbe all'ombra della chiesa di Saint-Gervais, dove la sua dinastia detenne il posto di organista per quasi due secoli. Rimasto orfano di padre in giovane età, dimostrò un talento così precoce che il consiglio della chiesa decise di "riservargli" il posto di organista titolare fino al compimento del suo diciottesimo anno, affidandone la tutela al famoso Jacques Thomelin.
La sua ascesa alla corte di Luigi XIV fu rapida e brillante. Nel 1693, il Re Sole lo scelse personalmente come uno dei quattro organisti della Cappella Reale di Versailles. A corte, Couperin divenne il maestro di clavicembalo dei principi reali, inclusi il Delfino e il Duca di Borgogna, vivendo nel cuore pulsante della vita artistica francese. Tuttavia, a differenza di altri compositori di corte dediti all'opera e alla grandiosità teatrale, Couperin mantenne sempre un profilo più intimo e riservato, dividendo la sua esistenza tra gli sfarzi di Versailles e i doveri parigini, coltivando un'arte fatta di sfumature, di grazia e di una malinconia sottile e aristocratica.
Negli ultimi anni della sua vita, la salute cagionevole lo costrinse a ritirarsi gradualmente dagli impegni ufficiali, cedendo le cariche ai familiari, in particolare alla figlia Marguerite-Antoinette, prima donna a ottenere un incarico musicale ufficiale a corte. Nonostante il declino fisico, continuò a supervisionare la pubblicazione delle sue opere, consapevole del loro valore didattico e artistico. François Couperin morì l'11 settembre 1733 a Parigi; la sua eredità fu tale che, secoli dopo, compositori come Debussy e Ravel videro in lui il vero padre della musica francese, simbolo di purezza e chiarezza formale.
Opere e composizioni
Il nome di Couperin è indissolubilmente legato al clavicembalo, strumento per il quale scrisse quattro libri di pezzi che rappresentano la vetta della letteratura tastieristica francese. A differenza delle suite tradizionali, Couperin organizzò i suoi brani in Ordres, raccolte di pezzi caratteristici dai titoli evocativi e descrittivi (come "La Misteriosa", "Le Barricate Misteriose", "L'Usignolo in amore"). In queste miniature, egli dipinse veri e propri ritratti psicologici o scene di natura, codificando inoltre, nel trattato L'Art de toucher le clavecin, uno stile esecutivo basato su un'ornamentazione precisissima che ancora oggi è legge per gli interpreti.
Tuttavia, sarebbe un errore limitare Couperin al solo clavicembalo. La sua produzione sacra, sebbene meno vasta in termini numerici, tocca vertici di assoluta bellezza. Le Leçons de Ténèbres (Lezioni di Tenebra), scritte per i servizi della Settimana Santa, sono considerate uno dei capolavori della musica vocale di tutti i tempi. Scritte per una o due voci soliste e basso continuo, queste lamentazioni uniscono il rigore del testo latino a una sensualità melodica e a un pathos straziante, dimostrando come la spiritualità di Couperin fosse lontana dalla pompa ufficiale e rivolta invece all'intimità dell'anima.
Un altro aspetto fondamentale della sua opera è il tentativo di conciliare lo stile francese con quello italiano, un progetto estetico che egli definì "Les Goûts réunis" (I Gusti riuniti). Ammiratore devoto di Corelli, compose sonate a tre e concerti ("Apotheosi") in cui la cantabilità italiana si fonde con la danza e l'ornamentazione francese. Anche nelle sue due Messe per organo giovanili (una "per le parrocchie" e una "per i conventi"), questa sintesi è evidente: la grandiosità dell'organo classico francese convive con momenti di lirismo operistico, creando un linguaggio universale che influenzò profondamente anche Johann Sebastian Bach.